Bikesofia

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“La bici incarna il mito dell’uomo libero”, disse il pittore e scultore Aligi Sassu. Aveva ragione. Quelle catene che costringono Prometeo a farsi divorare il fegato da un’aquila sono nella bici, insieme a tutti gli altri componenti, metafora di libertà. A più di 200 anni dalla sua invenzione il velocipede, come ancora viene chiamato nel codice della strada, continua a suscitare interesse, ammirazione, odio. Fa parte della storia del nostro paese, oggi è spesso al centro dell’attenzione per le politiche sulla mobilità, tuttavia fa parte anche della storia intima e personale di tutti noi. Due ruote che ci raccontano storie di campioni, di artisti, storie di amicizie, di imprese che inevitabilmente facciamo nostre. Di quando finisci una salita e ti senti Pantani su una Graziella, di quando fai a gara con tuo fratello per arrivare prima a casa, di quando piangi per un amore non corrisposto e pedali fortissimo per dimenticare. Di quando stai a bordo strada a vedere i ciclisti passare e applaudi quello sforzo intenso senza pari nel mondo sportivo. Di quando decidi di cambiare vita e di spostarti solo in bicicletta. Di quando decidi di essere libero.

ANDREA VIOLA, classe 1977, formazione totalmente classica. Consegue la Laurea in Storia Antica presso l’Università degli studi di Genova, seguita da un Master in responsabile di scavo archeologico. Dopo un passato da calciatore riscopre la passione viscerale per la bicicletta. Oggi, tra una scartoffia e l’altra, corre per una squadra amatoriale per la quale è stato campione nazionale cronometro a squadre miste. Ha pubblicato alcune poesie nel volume Voci Versate per la casa editrice Pagine. Una dedicata alla bicicletta.

L’arte di bere caffè

Questo nuovo tipo di bevanda, il caffè, diffuso in tutta Europa e ora anche nella città di Roma, ha spaventato alcuni cittadini assolutamente ignari delle sue qualità e dei buoni effetti. Perciò io assai volentieri ho deciso con questo breve discorso di presentarti per tua tranquillità, lettore benevolo, questa bevanda, perché tu te ne possa servire liberamente.”

L’opera di Antonio Fausto Naironi, pubblicata a Roma nel 1671, costituisce il primo trattato interamente dedicato a questo argomento. L’autore, nato a Roma ma di origini libanesi, ricostruisce la storia del caffè, prima che il suo consumo si diffondesse in Europa attraverso Venezia, fornendo suggestivi spunti sulle abitudini e le consuetudini di popoli lontani. Oltre alle sue virtù terapeutiche, viene messo in luce anche il risvolto sociale che accompagna da sempre il rito del caffè.

L’AUTORE:

ANTONIO FAUSTO NAIRONI (1628-1707), il cui nome latinizzato corrisponde a quello arabo di Mehrej Ibn Nimrûm, apparteneva a una famiglia maronita libanese, trasferitasi a Roma prima della sua nascita. Dopo aver fatto ritorno nel paese d’origine, si stabilì definitivamente a Roma dove insegnò Lingue orientali.

Rocksofia. Filosofia dell’Hard Rock nel passaggio di millennio

La tensione del rock è il paradosso del rock, alla luce del fatto che la sua nascita e la sua esistenza sono inscritte all’interno della cultura di massa e dell’industria culturale. Da un lato il rock è una forma di liberazione e uno strumento funzionale all’affermazione del sé autentico – attraverso la messa in discussione dei vincoli istituzionali dei valori tradizionali – e perciò anche settore di sperimentazione espressiva; dall’altro lato, il rock è il più potente ed efficace motore dell’immaginario contemporaneo, che anche quando appare in opposizione all’ordine costituito e al predominio della logica commerciale, in realtà ne attiva la spirale dialettica, una spirale dalla quale il pensiero filosofico non deve uscire rinunciando alla difficoltà imposta da tale sfida.

L’AUTORE:

ALESSANDRO ALFIERI insegna Teoria e metodo dei mass media all’Accademia di Belle Arti di Roma e si occupa prevalentemente di cultura di massa. Tra i suoi libri Musica dei tempi bui. Nuove band italiane dinanzi alla catastrofe (Orthotes, 2015); Lady Gaga. La seduzione del mostro (Arcana, 2018); Galassia Netflix. L’estetica, i personaggi e i temi della nuova serialità (Villaggio Maori, 2019).

Filosofi all’Inferno. Il lato oscuro della saggezza

Vorreste vedere tutti i filosofi bruciare all’Inferno? Non c’è problema, ci sono già. Come racconta questa “commedia alternativa” che vede il nostro caro Dante e la sua guida Virgilio testimoni di un viaggio a tratti esilarante nei meandri dell’Inferno, tra i peccati e i relativi contrappassi dei filosofi di tutti i tempi. Dagli antichi costretti a giocare una partita di calcio infinita in cui Platone non passa mai la palla, a quell’imbroglione di Pascal costretto a stare nella pece per aver scommesso sull’esistenza di Dio, fino a quell’iracondo di Schopenhauer, odiatore di vecchiette, la cui pena più grande è forse quella di doversi sorbire in eterno le lamentele del suo compagno di cerchio Leopardi. Filosofi all’Inferno è una carrellata di caricature tra realtà, leggenda e invenzione letteraria, irriverente e politicamente scorretta, che mostra il lato umano, e quindi fragile, di quei filosofi che siamo abituati a immaginare troppo saggi per avere i nostri stessi difetti. Ma, attraverso l’occhio di Dante, uomo medievale, è anche una velata critica dei nostri tempi, non poi così evoluti come facciamo finta di credere.

L’AUTORE:

STEFANO SCRIMA (www.stefanoscrima.com) è scrittore e filosofo. Ha studiato e vissuto tra Bologna, Barcellona e Madrid, e attualmente vive e lavora a Roma. Per Il melangolo ha scritto Il filosofo pigro (2017). Tra i suoi ultimi libri: L’arte di soffrire (2018), Socrate su Facebook (2018), Santiago e nuvole (2018), Oziosofia (2017) e Nauseati (2016).

Lettera sulla vera gioia

«Voglio che questa gioia diventi un tuo possesso:non ti verrà mai meno, una volta che ne avrai scoperto l’origine.»

SENECA

L’AUTORE:

LUCIO ANNEO SENECA, filosofo e letterato latino, visse nella prima metà del I secolo d.C. Le sue opere, e in particolare le Lettere a Lucilio, costituiscono una delle più alte e raffinate espressioni dell’etica stoica, concepita come ricerca della virtù e pratica della libertà.

Amare il vino: filosofia della degustazione

In un mondo intriso di superficialità e bugie, l’unica cosa vera è il vino. In vino veritas. Il vino non mente, per questo non delude. Questa affermazione rischia però di apparire fragile non appena ci si accorge di un fatto inequivocabile. Il vino ha qualcosa in comune con i bugiardi. Ama nascondersi. Vive nell’ombra. Brama la notte. La verità ha a che fare col vino in modo diverso e del tutto inaspettato rispetto a come siamo stati abituati a pensarla. Il vino matura nel buio delle cantine, nascosto dentro le botti. Non ama la luce, contrariamente a tutte quelle cose che per essere vere e mostrarsi cercano la massima esposizione. Il vino si mostra per quello che è nell’ombra e invita a domandare: esiste qualcosa dell’umanità che si svela soltanto nell’ombra, qualcosa di così impenetrabile – e di cui il vino ci parla – da costringere alla resa lo sguardo che s’alimenta di sola luce? Il vino non è forse la prova tangibile di una dimensione umana che ama nascondersi alla luce e che invita a essere scoperta nel buio?

L’autore:

ALESSANDRO MARINI (1979) è Dottore di Ricerca in Scienze Umanistiche e Sommelier. Per i tipi del melangolo ha pubblicato: Lo Chef filosofo. ucinare con filosofia, 2018. Coltiva l’amore per la filosofia, la cucina e il buon vino.

Il culo non esiste solo per andare di corpo

Antologia della Letteratura Greca e Latina, Nuova edizione.

Una moderna, rivoluzionaria antologia della Letteratura Greca e Latina contenente (sempre in originale e con traduzione a fronte) una serie di testi rari o inediti che i programmi scolastici non hanno mai recepito e che i professori hanno sempre nascosto ai loro studenti.

Ci sono brani semisconosciuti di Omero (La Fantozziade), Sofocle (I presidi), Lisia (il De recreatione), Platone (il Del Carlo). E poi carmi oraziani ritenuti perduti come l’ode a Noemi: fulgidas mirare nates Noemis / et nega, si vis, opus esse divom: / non modo ad faeces datur exituras / scilicet anus (“guarda le fulgide chiappe di Noemi, / e nega pure, se credi, che siano opera divina. È evidente che il culo non esiste solo per andare di corpo”).

L’AUTORE:

ALVARO RISSA, saggista contemporaneo vivente, ha studiato in particolare il ruolo del poeta nell’oltretomba, il ruolo dell’oltretomba nella poesia e il ruolo della letteratura nella gastronomia. Poeta lui stesso – e in tale veste protagonista di una scena-cult di Ecce bombo – Alvaro Rissa scende ora sul difficile terreno dell’editoria scientifica, mettendo in mostra, con questa innovativa antologia greco-latina rivolta tanto alle scuole quanto al grosso pubblico, le sue doti di raffinato classicista.

Collana: Opera