Derridario – Dizionario della decostruzione

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Pagine

pp. 224

19,00

Esaurito

COD: ISBN 978-88-7018-852-3 Categoria:

Descrizione

«Un’eredità non si raccoglie mai, non è mai una
con se stessa. La sua unità presunta, se ce n’è, non
può consistere che nell’ingiunzione a riaffermare
scegliendo. Se la leggibilità di un lascito fosse data,
naturale, trasparente, univoca, se essa non facesse
appello e non sfidasse allo stesso tempo l’interpretazione,
non si avrebbe da ereditarne. Se ne sarebbe
affetti come da una causa – naturale o genetica.
Si eredita sempre da un segreto – che dice “leggimi,
ne sarai mai capace?”».
JACQUES DERRIDA
Il Derridario ritorna a Derrida per affrontare direttamente,
senza mediazioni, il corpus derridiano,
provando così a rispondere all’ingiunzione che ci
viene dal lascito. Se l’avvenire, come ha scritto Derrida,
appartiene agli spettri, ai ritornanti, ritornare
a Derrida significa,

«Un’eredità non si raccoglie mai, non è mai una con se stessa. La sua unità presunta, se ce n’è, non può consistere che nell’ingiunzione a riaffermare scegliendo. Se la leggibilità di un lascito fosse data, naturale, trasparente, univoca, se essa non facesse appello e non sfidasse allo stesso tempo l’interpretazione, non si avrebbe da ereditarne. Se ne sarebbe affetti come da una causa – naturale o genetica. Si eredita sempre da un segreto – che dice “leggimi, ne sarai mai capace?”»

JACQUES DERRIDA

Il Derridario ritorna a Derrida per affrontare direttamente, senza mediazioni, il corpus derridiano, provando così a rispondere all’ingiunzione che ci viene dal lascito. Se l’avvenire, come ha scritto Derrida, appartiene agli spettri, ai ritornanti, ritornare a Derrida significa, oggi, ritornare all’avvenire della decostruzione.

Gli Autori

Silvano Facioni insegna Teorie della conoscenza presso l’Università della Calabria. Ha pubblicato La cattura dell’origine. Verità e narrazione nella tradizione ebraica (Milano 2005) e Il politico sabotato. Su Georges Bataille (Milano 2009) ed è autore di vari articoli sulla filosofia francese contemporanea e sulla tradizione ebraica. Ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, de Certeau e Lévinas.

Simone Regazzoni ha tradotto e curato diverse opere di Derrida, cui ha dedicato tre monografie: La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida (Genova 2006); Nel nome di Chora. Da Derrida a Platone e al di là (Genova 2008); Derrida. Biopolitica e democrazia (Genova 2012).

Francesco Vitale insegna Storia delle Dottrine Estetiche presso l’Università di Salerno. Ha dedicato a Derrida numerosi articoli, pubblicati in Italia e all’estero. È autore dei volumi Spettrografie (Genova 2008), L’avvenire della decostruzione (Genova 2011), Mitografie. Derrida e la scrittura dello spazio (Milano 2012). Ha curato l’edizione italiana di Derrida, Economimesis (Milano 2005) e la prima raccolta degli scritti di Derrida dedicati all’architettura: Adesso l’architettura (Milano 2008).

Collana opuscula

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