La musica a Terezín

Autore

Pagine

pp. 336

18,00

Esaurito

COD: ISBN: 978-88-7018-800-4 Categoria:

Descrizione

A cura di Francesca R Recchia Luciani

Quando Hitler creò in Cecoslovacchia il “campo modello” di Terezín, alcuni dei migliori musicisti d’Europa vi furono internati. Numerosi compositori, che oggi scopriamo interpreti di primo piano, crearono musica nell’anticamera di Auschwitz. Pochi di loro sopravvissero.

Ma come fu possibile comporre musica e suonarla in un campo di concentramento? Joža Karas racconta la storia e la lotta quotidiana per l’arte intrapresa, nei tempi più bui della nostro recente passato, da uomini che tentarono di salvaguardare la propria umanità. La traduzione italiana del volume è accompagnata, oltre che da un apparato aggiornato relativo alla produzioni musicali del campo di Terezín, anche da alcuni saggi critici, il cui obiettivo è di sottolineare la “natura ambigua e dolente” della vita culturale in condizioni estreme.

L’AUTORE

Joža Karas, nato a Varsavia nel 1926 da genitori di origine ceca, trascorse i suoi primi ventitré anni di vita a Praga, dove frequentò il Liceo e il Conservatorio di Stato; nel 1949 lasciò la Cecoslavacchia dopo l’occupazione russa e suo padre fu giustiziato non molto tempo dopo. Il giovane Karas attraversò numerosi campi-profughi, prima di stabilirsi negli Stati Uniti, passando per la Colombia e il Canada. Nel 1955 cominciò a insegnare violino nella Hartt School of Music all’Università di Hartford e a suonare lo strumento nella Hartford Symphony. Diresse la prima americana di Brundibár (in ceco) a West Hartford (Connecticut) nel 1975 e la sua prima mondiale in inglese a Ottawa (Canada) nel 1977. Nel 1993 la Channel Classics ne registrò la sua versione nella serie “Compositori da Theresienstadt”.

È morto nel 2008 a Bloomfield (Connecticut).

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